"No, no e no! Non voglio, non voglio e non voglio."
"Alice. Alice, su...forza... Alzati. Le vacanze sono finite: devi tornare a lavoro. E' inutile che ti nascondi sotto le lenzuola, tanto non puoi non alzarti."
"E invece sì che posso. Scommettiamo che adesso chiamo in ufficio e dico che ho tutta la faccia tempestata di macchie verdi e che non guarirò prima di una settimana?"
"Ottima idea, così i tuoi colleghi penseranno ad un incontro troppo intimo con un marziano! "
"Ma mamma! Che dici? ...Sei fuori?"
"Ma no che non lo sono. E' solo che da qualche tempo sembri così indifferente ai corteggiamenti umani, che mi chiedevo se non fosse possibile che possa far breccia nel tuo cuore giusto un abitante di Marte!"
"Mamma, falla finita"
"Eh, già. Chissà quando ti vedrò sistemata. Tutte le mie amiche hanno già almeno un nipotino. Io, invece, non so neppure se mi darai mai questa gioia."
"Mammaaa..."
"Lo sai cosa mormorano in paese delle ragazze sole alla tua età. La gente può pensare che tu non abbia completamente la testa a posto, e che quindi nessun bravo giovane voglia saperne di te."
"Mammaaaaa..."
"Diventerai sempre più grande. Vedrai gli anni sfilarti via sotto il naso e il tuo corpo incartapecorirsi. Vedrai le ragazzine intrigare quelli della tua età, mentre a te non ti filerà più nessuno, e la tua vita si ridurrà ad una vacanza per single da cui tornerai ancora più sola."
"Dannazione! Se non scappo via subito, tu qui mi scavi la fossa!!!"
E la mamma, sottovoce e in un ghigno: "Chi più di una madre saprebbe trovare le parole giuste...anche solo per convincere la propria figlia svogliata ad alzarsi dal letto?!"...
E così le vacanze sono finite. Tocca convincersene. Tocca farsene una ragione.
Anche se fuori è caldo. Anche se la città è ancora deserta. Anche se la tv ci riempie ancora di immagini di gente al mare. Che ci affoghino dentro! Che si ustionino pure! Tanto chi sta meglio siamo noi, qui, in ufficio, con l'aria condizionata, il bar a portata di mano, la mensa con il riso in bianco fisso, le solite facce, i soliti occhi languidi dei provoloni, i sorrisi di convenienza, la pazienza di convenienza, i complimenti di convenienza, gli insulti ingoiati per convenienza.
Insomma... ripeto, anche se ancora non ne sono troppo convinta: bisogna farsene una ragione. Punto. E basta.
(sospeso)
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