da oggi ho ricominciato a lavorare (..sulla carta..) e già sto contando i giorni che mi separano dalla pensione. Sì, perchè ho talmente tanti di quei progetti per quella data, che se non mi affretto rischio di non riuscire a realizzarli tutti. E un semplice periodo di vacanza non sarebbe sufficiente...no. Occorre proprio la pensione.
Ho pensato che potrei acquistare un rudere da qualche parte. In un primo tempo avevo optato per la Toscana, poi ho deciso che è troppo inflazionata.
Mi piace molto il paesaggio delle Marche. Una volta sono andata in un B&B; si chiamava "Villa d'Aria"...da me, poi, ribattezzato "Villa di Fumo", che non era necessariamente tabacco, ma un qualcosa a metà tra il marocco e il calabro (non che me ne intenda, ma ho qualche amico che da piccolo le canne se le faceva...). Ma non credo sia quello il taglio che vorrei dare al mio progetto.
Altra bella terra potrebbe essere ...non so bene... ma un posto in cui ci sia il mare a pochi chilometri, ma anche una bella campagna molto suggestiva, possibilmente senza erbe strane, che poi mi viene l'allergia. Vabbè, facciamo che a questo, mio caro diario, è meglio che ci pensi poi.
Insomma, acquistato il rudere, creerei delle stanzette deliziose e confortevoli dove ospitare i turisti di passaggio. Ma, considerando che avrò un'età molto avanzata, e quindi anche un più spiccato spirito materno, vorrei coccolarli anzichè limitarmi a dar loro un tetto sulla testa. Allora pensavo di creare un orto, acquistare qualche animale (ma non da uccidere per farne prosciutti e similari) per avere uova fresche e latte. Poi coltiverei qualche alberello di frutta buona, da cui fare delle marmellate da servire a colazione con la ricottina calda, appena fatta. Sfornerei tanti buoni dolci, escluso le crostate perchè, caro diario, come tu ben sai, finirei per mangiare tutto l'impasto ancor prima di metterle nel forno. Esattamente come avviene ora, al punto che ormai c'ho rinunciato e non ne faccio più. Pensa che l'ultima volta mi ero illusa di aver escogitato un geniale sistema: avevo messo in bocca una gomma da masticare, così il sapore alla menta mi avrebbe fatta desistere. Macchè! Mi sono scoperta a prendere in giro me stessa, perchè - con fare assolutamente disinvolto - nascondevo la gomma dietro il dente del giudizio (ne ho ben quattro a dispetto di ogni presunta forma di comparizione di detta virtù) e mangiavo, inesorabile e vaga, pezzetti di pasta cruda.
Allora sto qui, faccio quel pò che c'è da fare, perchè nessuno è ancora entrato a pieno regime e me ne guardo bene dall'anticipare gli altri, e intanto penso, progetto, viaggio virtualmente tra i miei pensieri.
Stasera ho una cena tra amiche. (Anche quando non saranno "amiche", ti scriverò la stessa cosa e tu, caro diario, farai finta di prenderlo per buono. n.d.r.) Sono particolarmente contenta perchè nessuna di loro, ne sono certa, mi farà delle avances, ma in compenso chiacchiereremo per qualche ora di tutti gli uomini noiosi che di avances ce ne fanno troppe e di quelle che desidereremmo ricevere da quei luridi che, invece, non ce ne fanno per niente. Sempre così. Dopotutto il mondo è bello perchè non è per niente vario.
Prima di andar via, devo ricordarmi di ricucire lo spacco della gonna. Non esattamente per apparire più pudica; è solo che stamattina un movimento strano ne ha determinato l'apertura fino a livello inguinale. Fortuna che arrivo in ufficio quando gli altri praticamente ancora dormono, altrimenti sarebbe stato più coerente toglierla - la gonna - anzichè portarla in quel modo.
Ora devo salutarti, ma non è escluso che venga a confidarmi con te più tardi...
PS: oggi, al bar, ho capito che noi donne possiamo utilizzare gli specchi, mentre sorseggiamo il nostro bicchiere di tè, per sbirciare chi ci guarda il sedere. E ho anche capito che il nuovo vestitino o il bel taglio di capelli sono del tutto irrilevanti: se ci sono degli uomini al bar e tu sei lì, sola, al bancone, potresti avere anche una gondola veneziana montata sulla testa: non se ne accorgerebbe nessuno!
(sospeso)
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